La storia in breve del Premio Canon Giovani Fotografi

Nel 1998 Canon crea il Premio Canon Giovani Fotografi con l’obiettivo di scoprire e riconoscere sperimentazioni e nuove modalità espressive e offrire opportunità concrete di sviluppo professionale. Con questo progetto culturale e artistico a sostegno dei giovani, Canon esprime la propria sensibilità nei confronti della fotografia. Ai giovani fotografi, Canon chiede di dimostrare di avere attitudine, sapere parlare “fotograficamente” e avere creatività e tecnica. La maggior parte dei vincitori del Premio ha raggiunto traguardi professionali di grande prestigio, mentre altri stanno seguendo interessanti percorsi artistici e di ricerca personale.

15

edizioni dal 1998 al 2019

8874

giovani fotografi partecipanti

66

riconoscimenti per montepremi complessivo di oltre 170 mila euro

Il Premio Canon Giovani Fotografi 2019 ha celebrato cinque giovani fotografi italiani che hanno realizzato lavori originali, interpretando il tema Raccontaci una storia in modo autentico e rivelando uno sguardo sensibile sulla società e su storie personali.

Le interviste ai vincitori

Michele Spatari
Premio Canon Giovani Fotografi 2018

Michele Spatari

Federico Guida
Premio Canon Giovani Fotografi 2019

© Federico Guida

Federico Vespignani
Premio Canon Giovani Fotografi 2019

© Federico Vespignano

Nella categoria progetto fotografico, si è distinto Federico Vespignani, il primo classificato con il progetto “Por Aquí Todo Bien”, (Qui va tutto bene), che apre una finestra su un mondo lontano, pericoloso, sconosciuto, come quello delle gang giovanili in Honduras. Una realtà dura che Federico documenta senza pregiudizi né giudizi. Da questo Paese, proprio per sfuggire allo stato continuo di violenza, molti giovani partono alla ricerca di una vita migliore. Mentre tanti, come Federico ci svela, vivono tra paure e speranze, tra pericoli e sogni. Lo sguardo e i colori suggeriscono in maniera potente questa fragile dicotomia. Federico Vespignani è un fotografo italiano nato e cresciuto a Venezia. Ha studiato arti visive allo IED di Roma. Conseguito il diploma, lavora come fotografo freelance. I suoi lavori sono apparsi su diverse testate, tra le quali GEO, Bloomberg News, The New York Times Lens, Courrier International, Neuen Zürcher Zeitung, Monocle, Inside Over. Negli ultimi anni si dedica a progetti a lungo termine in Centro America, concentrandosi sulla relazione e sugli effetti della violenza nell’individuo.

Alisa Martynova, seconda classificata della categoria progetto fotografico, ha ottenuto il riconoscimento con il progetto “Nowhere Near”. Il senso di perdita, di ricerca, di spaesamento è quello che ci rivela Alisa Martynova con il suo lavoro Nowhere Near (Per niente vicino). Nelle immagini create e nei ritratti posati, prova ad immaginarsi l’arrivo, dopo un viaggio verso un sogno che però a destinazione sparisce. Come si ritrova la direzione della propria vita, si chiede la giovane fotografa russa, quando ci si perde alla ricerca di qualcosa? Metafora di viaggi contemporanei, di migrazioni disperate ma speranzose, questo lavoro tenta di farci percepire quel bisogno umano di appartenenza e sogno. Alisa Martynova originaria di Orenburg, Russia, risiede a Firenze, dove studia e lavora da alcuni anni. Studia fotografia presso la Fondazione Studio Marangoni e lavora per il collettivo fotografico Riverboom.

Il terzo classificato della categoria progetto fotografico è Ciro Battiloro con il progetto “Santa Lucia”. Rendere visibile l’invisibile, è quello che riesce a fare Ciro Battiloro, con un bianco e nero classico e attento. Ciro ci rivela con intimità ed empatia, la vita che scorre nel quartiere Santa Lucia, nel centro storico di Cosenza, un luogo dimenticato dove però si incrociano storie, vite e amore. Battiloro, fotografo con base a Napoli, per lungo tempo ha fotografato fuori dall’Italia, viaggiando in Africa, Iran, Macedonia, Turchia, Romania. La sua ricerca degli ultimi anni si concentra su alcuni quartieri del sud Italia (Rione Sanità a Napoli, Quartiere Santa Lucia, Cosenza) che, a causa di processi storici e politici, vivono una condizione di emarginazione.

La Menzione Speciale Fotografia Sportiva è stata attribuita a Federico Guida, con il progetto “Pugni Chiusi”, che rivela come lo sport possa diventare riscatto e motivazione. Federico cattura la grinta e la forza dei detenuti del carcere di Bollate nel loro impegno agonistico nel pugilato. Alternando ritratti e scatti d’azione in bianco e nero, convince la giuria con un racconto completo e onesto. Diplomato all’Accademia R. Bauer di Milano nel 2011, dopo uno stage formativo presso il collettivo Cesura e un periodo di formazione in Australia e New York, si imbarca su navi da crociera come fotografo. Tornato a Milano nel 2013, coltiva la sua propensione per il ritratto e collabora con riviste e agenzie.

Nella categoria progetto multimediale, unico classificato assoluto, il riconoscimento è stato attribuito ad Alberto Ferretto per il progetto “About Respect” , in cui racconta la relazione tra uomini e animali in maniera non stereotipata. E’ un racconto semplice ma potente quello di Alberto che ci parla di amicizia e amore al suo stato più puro. Un viaggio ritmato e cinematografico, un racconto serrato che spazia tra presente e passato con un linguaggio coerente e contemporaneo. Nato a Thiene, 1989, dopo gli studi e diverse esperienze di lavoro, tra grafica, fotografia e stampa, Alberto Ferretto, nel 2011 collabora con FABRICA come fotografo e scopre anche la regia video. Libero professionista, realizza servizi e spot commerciali per marchi internazionali; gira un documentario in Perù come regista/editor e un lungometraggio tra India, Italia e Birmania come producer/cinematographer.

Tra i tanti vincitori delle edizioni precedenti del Premio Canon Giovani Fotografi, ricordiamo:

  • Paolo Verzone, Miglior Portfolio 2001, con un reportage fotografico su Peshawar (Pakistan) dal titolo “Peshawar, the darkness of light”. Impegnato nella complessa operazione di abbinare ricerca personale e lavoro di reportage, Verzone si è distinto a livello nazionale e internazionale. Dopo il premio Canon del 2001 è giunta la consacrazione con tre premi World Press Photo. Con rigore ed eclettismo, spazia da reportage giornalistici a progetti di lungo termine, da storie documentarie a ritratti in posa, dal bianco e nero al colore e infine da analogico a digitale. Paolo Verzone è Ambassador Canon.
  • Andrea Frazzetta, con il Miglior Portfolio nell’edizione del 2006, si distingue per l’utilizzo consapevole e raffinato del linguaggio reportagistico e la capacità di valorizzare temi sociali senza rinunciare a valenze estetiche. Riceve numerosi premi: nel 2009 il premio Yann Geffroy per il reportage “Obama Village”; nel 2012 il PDN photo annual per il lavoro sul Cinema Africano commissionato dal New York Times Magazine; nel 2013 il PDN photo annual, dell’American Photography e del PX3 – Prix De La Photographie Paris; nel 2014 il premio dell’American Photography per il lavoro da Tokyo realizzato per Newsweek. Dancalia, tra i vincitori del PND photo annual, è stato esposto festival internazionale di fotografia Cortona On The Move 2017.
  • Daniele Tamagni si classifica ex aequo con Andrea Frazzetta, con un reportange sui dandy di Brazzaville in Congo, un lavoro che porta alla scoperta del fenomeno dei Sapeurs. Un racconto innovativo e disinvolto su tematiche sociali fortemente caratterizzanti di un luogo. Fotografo geniale, vincitore del World Press Photo nel 2011, sempre alla ricerca di storie originali, ha documentato con uno sguardo unico, la varietà umana, dai metallari del Botswana alle lottatrici di wrestling boliviane che non rinunciano a indossare abiti tradizionali quando lottano sul ring. Ci ha lasciato, a soli 42 anni, nel 2017, consegnandoci in eredità un prezioso patrimonio.
  • Nel 2008, primo classificato per il Miglior Progetto, è Alessandro Imbriaco con “Occupare Spazi Interni”, un progetto fotografico approfondito e articolato nelle intenzioni e nella forma estetica, di grande impatto per la contemporaneità delle immagini e per l’attualità del tema sociale. La trasformazione degli insediamenti urbani, delle abitazioni precarie e dei paesaggi determinata dai flussi migratori è un tema costante nel suo lavoro di ricerca. La prospettiva politica e sociale è sempre associata alla componente estetica. Nel 2010 ottiene il secondo posto nella sezione Contemporary Issues Stories al World Press Photo e nel 2011 si aggiudica il Premio Pesaresi.
  • Nel 2009 il Premio Canon Giovani Fotografi è di segno femminile: il riconoscimento Miglior Portfolio è attribuito Arianna Arcara per il suo lavoro “Woodward Silence”, un racconto visivo coerente e di grande impatto emotivo su uno dei temi più attuali della storia recente: la crisi economica mondiale. Il reportage, dedicato a Detroit, rivela una delicatezza visiva sempre rispettosa della dignità umana. Il riconoscimento per il Miglior Progetto va ad Anastasia Taylor-Lind con il lavoro “Camilla Neprous and The Devil’s Horsemen”, un progetto di grande impatto emotivo, capace di svelare intimità e mostrare i sogni e i progetti di una giovane donna.

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