Canon Giovani fotografi ed 2019

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Vincitori Edizione 2019

Il Premio Canon Giovani Fotografi continua a crescere. La quattordicesima edizione ha registrato 1036 iscrizioni. Tra i tantissimi progetti presentati, la giuria ha selezionato cinque progetti che si sono distinti per l’originalità e la capacità di documentare, con sguardo poetico e profondo, la complessità della condizione umana.  Violenza tra gang, immigrazione, carcere, luoghi dimenticati, amore e amicizia: cinque storie contemporanee raccontate con passione e talento fotografico.

CATEGORIA PROGETTO FOTOGRAFICO

1° CLASSIFICATO

Federico Vespignani

POR AQUÍ TODO BIEN

Dettagli

“Credo di avere visto morire almeno venti miei amici in questo posto. Alcuni sono stati uccisi perché appartenevano alla gang, altri erano semplicemente innocenti. Siamo andati alle loro veglie cantando ‘Va Con Dio’ (Vai Con Dio), è una bella canzone” – Moises Cubas, 20 anni- In Honduras i giovani che vivono in luoghi come Rivera Hernandez, un agglomerato labirintico alla periferia di San Pedro Sula, si confrontano con un senso di fragile esistenza fisica. Le gang agiscono come se godessero di un mandato istituzionale. Definiscono i quartieri secondo numeri o lettere e disegnano linee immaginarie che diventano confini tra le comunità. Tra il 2018 e il 2019 ho seguito un gruppo di amici, alcuni dei quali sono membri del ramo onduregno della gang Barrio 18. Questi ragazzi possono essere capaci di sopravvivere in un ambiente dove gli episodi di violenza esplodono a volte in modo del tutto casuale. E diventano presto consapevoli dei limiti della loro condizione che non può che offrire scarse opportunità. Si devono confrontare con omicidi di loro coetanei e l’impossibilità di avere un futuro in Honduras. Le loro paure e le loro speranze rimangono inespresse. Il continuo vagare, tra i confini dei quartieri, li porta a misurarsi con il dolore e a cercare sensazioni inaspettate. Por Aquí Todo Bien (tradotto: Qui va tutto bene) esamina il ruolo della paura e il sentimento di perdita di un gruppo di giovani che giocano con il fuoco, si immergono in acque scure e alla fine riescono a guardare la luna.

Biografia

Federico Vespignani è un fotografo italiano nato e cresciuto a Venezia. Ha studiato arti visive allo IED di Roma. Conseguito il diploma, inizia a lavorare come fotografo freelance. I suoi lavori sono apparsi su diverse testate, tra le quali GEO, Bloomberg News, The New York Times Lens, Courrier International, Neuen Zürcher Zeitung, Monocle, Inside Over. Negli ultimi anni il suo lavoro si è sviluppato in progetti a lungo termine in Centro America, concentrandosi sulla relazione e sugli effetti della violenza nell’individuo.

Motivazione

Vespignani apre una finestra su un mondo lontano, pericoloso, sconosciuto, come quello delle gang giovanili in Honduras. Una realtà dura che lui documenta senza pregiudizi né giudizi. Da questo Paese, proprio per sfuggire allo stato continuo di violenza, molti partono alla ricerca di una vita migliore. Ma tanti, come Federico ci svela, vivono tra paure e speranze, tra pericoli e sogni. Lo sguardo e i colori che utilizza in Por Aquí Todo Bien (qui va tutto bene) suggeriscono in maniera potente questa fragile dicotomia. 

Riconoscimenti

Esposizione del lavoro nella mostra dedicata al Premio nell’ambito del programma di mostre fotografiche del festival di fotografia internazionale Cortona On The Move edizione 2019 Macchina fotografica Canon EOS R con ottica ER 24-105 L 3 sessioni tutorship

2° CLASSIFICATO

Alisa Martynova

NOWHERE NEAR

Dettagli

L’unico confine che conta è quello blu che ci avvolge tutti come un mantello. Ho provato a mettermi nei panni di una persona che giunge alla fine di un viaggio verso un posto sconosciuto e che ha immaginato come un castello di nuvole, il quale però sparisce una volta raggiunto. Quando questo sogno svanisce, cosa ne rimane? Dove può cercare risposte una persona persa? Dove può cercare indizi per tornare a casa? Ho cercato di raccontare queste visioni attraverso suggestioni di un viaggio interstellare. Come delle stelle che si muovono a velocità supersonica espulse dallo scontro di due buchi neri tanto da superare distanze incredibilmente ampie, astri messaggeri che portano la vita oltre i confini delle proprie galassie.” Sono cresciuta in un paese dove la migrazione africana non esiste. Il progetto Nowhere Near è il risultato della curiosità e di una mia lotta interna contro i pregiudizi. Ho provato a mettermi nei panni di una persona che decide di lasciare la propria terra e perseguire il suo sogno spostandosi fisicamente da un posto ad un altro, superando barriere e combattendo per raggiungere il proprio “Eldorado”. Ho scoperto che il sogno che inseguono non è sempre e solo il desiderio per un futuro migliore; alcune volte diventa un incubo che appare quando il sogno diventa irrealizzabile e rimane qualcosa che non potrà mai essere raggiunto. Non tutte le storie dei migranti appartengono a questo progetto; è una sorta di viaggio immaginario, un tentativo di vedere il mondo attraverso i loro occhi, raccontando la migrazione come una storia personale e non solo come un movimento di massa.

Biografia

Alisa Martynova, classe 1994, originaria di Orenburg, Russia. Dopo aver conseguito una laurea in Filologia nel suo paese natale, nel 2019 si diploma al corso triennale di fotografia professionale presso la Fondazione Studio Marangoni di Firenze. Al momento lavora come fotografa freelance e come assistente del collettivo fotografico Riverboom. Nel 2018 presenta i suoi progetti fotografici al Leica Story, nel 2019 viene selezionata tra i finalisti del Premio Combat Prize e presenta il suo lavoro durante la serata di apertura del festival di fotografia Les Rencontres d’Arles. Vive e lavora a Firenze.

Motivazione

Il senso di perdita, di ricerca, di spaesamento è quello che ci rivela Alisa Martynova con il suo lavoro Nowhere Near (Per niente vicino). Nelle immagini create e nei ritratti posati, prova ad immaginarsi l’arrivo, dopo un viaggio verso un sogno che però a destinazione sparisce. Come si ritrova la direzione della propria vita, si chiede la giovane fotografa russa, quando ci si perde alla ricerca di qualcosa? Metafora di viaggi contemporanei, di migrazioni disperate ma speranzose, questo lavoro tenta di farci percepire quel bisogno umano di appartenenza e sogno. 

Riconoscimenti

Esposizione di una selezione di scatti nella mostra dedicata al Premio nell’ambito programma di mostre fotografiche del festival di fotografia internazionale Cortona On The Move edizione 2019 Macchina fotografica Canon EOS 6D mk II con ottica EF 24-105 f4 L 3 sessioni tutorship

3° CLASSIFICATO

Ciro Battiloro

SANTA LUCIA

Dettagli

Ci sono luoghi nel meridione d’Italia che portano sulle loro mura e sulla carne dei propri abitanti i segni di ferite insanabili. In quelle ferite è custodita la memoria storica, il volto autentico dell’essere umano; in quelle ferite nasce l’amore nella sua forma più sincera e cruda, ivi si nasconde per non farsi afferrare dalla superficialità e dall’omologazione della società dei consumi. Il quartiere Santa Lucia, centro storico di Cosenza, un tempo era uno dei fulcri della vita cittadina, noto anche come quartiere delle lucciole, oggi è diventato un corpo estraneo alla città, un mondo parallelo dove il logorio degli edifici convive con le vite degli abitanti. A partire dal secondo dopoguerra un processo di spopolamento ha interessato l’intero centro storico di Cosenza, vi è stata una migrazione verso la parte nord e nuova della città. Inizialmente a spostarsi sono state le famiglie benestanti, in seguito, grazie allo sviluppo dell’edilizia popolare, il resto degli abitanti. Lo spopolamento, unito all’abbandono totale delle amministrazioni locali, ha aggravato ulteriormente la situazione sociale del quartiere. Oggi Santa Lucia è abitata da poche famiglie e residenti autoctoni che con tenacia hanno scelto di non abbandonare quel luogo custode della loro identità e del loro passato. A questi abitanti si sono aggiunte alcune famiglie di etnia Rom dopo lo sgombero di un campo sul fiume Crati. Le immagini, espressioni intime di queste esistenze pressoché invisibili, diventano racconto che vuole recuperare il significato della vita attraverso le relazioni, le famiglie, il quartiere. Un significato che è troppo spesso ignorato dalle politiche di governo.

Biografia

Ciro Battiloro (Torre del Greco, 1984) è un fotografo italiano con base a Napoli. Ha studiato filosofia presso l’Università “Federico II” di Napoli. Per lungo tempo ha fotografato fuori dall’Italia, viaggiando in Africa (soprattutto Senegal e Marocco), Iran, Macedonia, Turchia, Romania. Il suo lavoro è un’analisi complessiva sull’essere umano e su come le relazioni, vissute in contesti di disagio e abbandono sociale, possano rivelare la loro vera natura. Usa un approccio molto intimo e attraverso la vita di tutti i giorni, discute di tematiche sociali più generali. In particolare la sua ricerca degli ultimi anni si concentra su alcuni quartieri del sud Italia (Rione Sanità a Napoli, Quartiere Santa Lucia, Cosenza) che, a causa di processi storici e politici, vivono una condizione di emarginazione. I suoi lavori fotografici sono stati esposti nell’ambito di mostre in Italia e all’estero e parimenti pubblicati su diversi magazine come L’Espresso, LFI,GUP magazine, P3, Doc!Photo magazine. Nel 2015 ha preso parte alla 2a edizione di LAB, Laboratorio Irregolare creato da Antonio Biasiucci. Nel 2017 è stato selezionato per la residenza artistica Bocs Art – International Artistic Residences 2017 Nel 2018 è stato selezionato per la residenza artistica Up-Urban People.

Motivazione

Rendere visibile l’invisibile è quello che riesce a fare Ciro Battiloro, in Santa Lucia. Con un bianco e nero classico e attento, ci rivela, con intimità ed empatia, la vita che scorre nel quartiere Santa Lucia, nel centro storico di Cosenza, un luogo dimenticato dove però si incrociano storie, vite e amore.

Riconoscimenti

Esposizione di una selezione di scatti nella mostra dedicata al Premio nell’ambito programma di mostre fotografiche del festival di fotografia internazionale Cortona On The Move edizione 2019 Macchina fotografica Canon M50 con ottica EF-M 15-45mm IS STM 3 sessioni tutorship

MENZIONE SPECIALE FOTOGRAFIA SPORTIVA

1° e UNICO CLASSIFICATO

Federico Guida

PUGNI CHIUSI

Dettagli

Incassare per ripartire. Un po’ come sbagliare prima di capire, quindi riprendere la retta via. “Pugni Chiusi” è il progetto pugilistico nato nel 2016, rivolto ai detenuti ospiti nel carcere di Bollate. “Parlare di pugilato è sempre difficoltoso, farlo in termini di crescita umana e professionale ancora peggio – spiega Mirko Chiari ideatore del progetto – soprattutto quando devi raccontare a chi non ha mai preso uno schiaffo perché la boxe può aiutare molte persone”. L’obiettivo è raccontare come lo sport possa essere una grande leva emotiva per “uscire dal tunnel”, costruire un nuovo futuro e riacquistare un ruolo all’interno della società; contrapponendo la vita sportiva e sociale di un pugile detenuto con quella di un pugile “libero”. Dopo anni di attività, si sta per coronare un sogno: preparare i detenuti più meritevoli, sotto l’aspetto sportivo e di condotta, a combattere all’interno del penitenziario contro pugili esterni. Lo sport è rigore e motivazione anche dietro le sbarre.

Biografia

Federico Guida, milanese, classe 1990, si diploma all’Accademia R. Bauer di Milano nel 2011. Dopo uno stage formativo presso il collettivo Cesura e un periodo di formazione in Australia e New York, si imbarca su navi da crociera come fotografo. Tornato a Milano nel 2013, coltiva la sua propensione per il ritratto e collabora con riviste e agenzie.

Motivazione

Quando lo sport diventa riscatto e motivazione. Federico Guida cattura la grinta e la forza dei detenuti del carcere di Bollate nel loro impegno agonistico nel pugilato. Alternando ritratti e scatti d’azione in bianco e nero, convince la giuria con un racconto completo e onesto. 

Riconoscimenti

Esposizione di una selezione di scatti nella mostra dedicata al Premio nell’ambito programma di mostre fotografiche del festival di fotografia internazionale Cortona On The Move edizione 2019 Ottica Canon EF 100-400mm f/4.5-5.6L IS II USM 3 sessioni di tutorship

CATEGORIA PROGETTO MULTIMEDIALE

1° e UNICO CLASSIFICATO

Alberto Ferretto

ABOUT RESPECT

Dettagli

Questa è una storia che parla di natura, di amicizia, di tempo. Quando decisi di raccontarla non avevo paura della reazione delle persone, ma della loro incomprensione. Quando mi chiesero perché avremmo dovuto raccontare una storia così triste non seppi dare una risposta. Forse volevo semplicemente fermare il tempo delle persone per due minuti e portarle a fermarsi, a pensare ad argomenti come l’amicizia, il rispetto per la natura. Avrei voluto aggiungerci tanti discorsi, perché se è vero che fin da piccoli siamo sempre stati stimolati ad inseguire tante cose, mai ci hanno insegnato a comprendere il vero significato del tempo.

Biografia

Nato a Thiene, 1989, dopo gli studi e diverse esperienza di lavoro, tra grafica, fotografia e stampa, Alberto Ferretto, nel 2011 collabora con FABRICA come fotografo, dove scopre anche la regia video. Successivamente, come libero professionista realizza servizi e spot commerciali per marchi internazionali, gira un documentario in Perù come regista/editor e un lungometraggio (in corso) tra India, Italia e Birmania come producer/cinematographer. Ama la montagna. Appassionato di sport, pratica ultrarunning.

Motivazione

Non è semplice raccontare la relazione tra uomini e animali in maniera non stereotipata. E’ un racconto semplice ma potente quello di Alberto Ferretto, che ci parla di amicizia e amore al suo stato più puro. Un viaggio ritmato e cinematografico, un racconto serrato che spazia tra presente e passato con un linguaggio coerente e contemporaneo. 

Riconoscimenti

Esposizione del lavoro nella mostra dedicata al Premio nell’ambito del festival di fotografia internazionale Cortona On The Move edizione 2019 Macchina fotografica Canon R con ottica ER 24-105 L

Raccontaci una storia

L’edizione 2019 del Premio Canon Giovani Fotografi ha registrato un’ulteriore crescita della partecipazione al contest promosso da Canon Italia con l’obiettivo di contribuire al futuro professionale dei giovani talenti italiani.
La novità della collaborazione in questa edizione tra Canon e il festival internazionale di fotografia Cortona On The Move è l’esposizione di tutti i progetti finalisti, e non solo dei due primi classificati, come avvenuto nel 2018, nella mostra fotografica dedicata al Premio che è parte integrante del programma di mostre del festival.
Le opere dei finalisti saranno esposte per tutta la durata del festival, dall’11 luglio al 29 settembre 2019, a Palazzo Cinaglia, Via Santucci 17, antico palazzo risalente al Duecento, nato come convento benedettino, che si trova nel centro storico di Cortona.

La celebrazione dei fotografi classificati e la consegna dei premi si svolgerà il 13 luglio alle ore 22:00 nell’ambito della COTM AWARD NIGHT, l’evento aperto al pubblico che il festival dedica ai vincitori delle call fotografiche con la proiezione delle loro opere e festa finale con dj set. Piazza Signorelli (in caso di pioggia, Teatro Signorelli, Piazza Signorelli)

Il Premio Canon Giovani Fotografi 2019 è realizzato in media partnership con La Repubblica e in collaborazione con Rufus Photo Hub.

Riconoscimenti

I candidati saranno selezionati come riconoscimento del proprio merito personale

Categoria progetto fotografico

1° CLASSIFICATO: 1 macchina fotografica Canon EOS R con ottica ER 24-105 L+ 3 sessioni tutorship + esposizione del lavoro nella mostra dedicata al Premio nell’ambito del programma di mostre fotografiche del festival di fotografia internazionale Cortona On The Move edizione 2019 (11 luglio – 29 settembre 2019).

2° CLASSIFICATO: 1 macchina fotografica Canon EOS 6D mk II con ottica EF 24-105 f4 L + 3 sessioni tutorship + esposizione di una selezione di scatti nella mostra dedicata al Premio nell’ambito programma di mostre fotografiche del festival di fotografia internazionale Cortona On The Move edizione 2019 (11 luglio – 29 settembre 2019).

3° CLASSIFICATO: 1 macchina fotografica Canon M50 con ottica EF-M 15-45mm IS STM; 3 sessioni tutorship + esposizione di una selezione di scatti nella mostra dedicata al Premio nell’ambito programma di mostre fotografiche del festival di fotografia internazionale Cortona On The Move edizione 2019 (11 luglio – 29 settembre 2019).

Menzione speciale fotografia sportiva

1° e UNICO CLASSIFICATO:  Ottica Canon EF 100-400mm f/4.5-5.6L IS II USM+ 3 sessioni di tutorship

Categoria progetto multimediale

1° e UNICO CLASSIFICATO: 1 macchina fotografica Canon R con ottica ER 24-105 L + esposizione del lavoro nella mostra dedicata al Premio nell’ambito del festival di fotografia internazionale Cortona On The Move edizione 2019 (11 luglio – 29 settembre 2019).

Giuria

Arianna Rinaldo

Direttrice Artistica di Cortona On The Move

Arianna Rinaldo è una libera professionista che si occupa di fotografia a tutto campo. E’ il direttrice artistica del festival internazionale di fotografia Cortona On The Move. Per quasi 10 anni ha diretto Ojodepez, trimestrale spagnolo dedicato alla fotografia documentaristica. La relazione con la fotografia inizia nel 1998, quando a New York diviene direttore d'archivio dell’agenzia Magnum Photos. Tornata in Italia nel 2001, lavora come photo editor della rivista Colors, per la quale commissiona progetti di documentazione a livello internazionale. Dal 2004 al 2011, a Milano, è consulente e curatrice per progetti di mostre e varie pubblicazioni, tra le quali per 4 anni D, il supplemento settimanale del quotidiano La Repubblica. Partecipa regolarmente come reviewer a letture di portfoli dei più importanti festival fotografici in Europa e nel mondo e come membro di giurie internazionali. E’ stata parte della giuria del World Press Photo nel 2009.

Renata Ferri

Photo editor di Amica | Io Donna

Giornalista, è photoeditor di Io Donna – il femminile del Corriere della Sera – e di AMICA, il mensile di Rcs Mediagroup. Precedentemente ha diretto per lungo tempo la produzione fotografica di Contrasto. Ha partecipato a numerose giurie italiane e internazionali incluse due edizioni del World Press Photo. Scrive di fotografi e fotografie, tiene workshop e lezioni in corsi universitari e scuole specialistiche. Cura progetti editoriali ed espositivi di singoli autori e collettivi.

Giulia Ticozzi

Photo editor di La Repubblica

Giulia Ticozzi è una fotografa e photo-editor che vive e lavora tra Milano e Roma.
Ha esposto i propri progetti fotografici in diversi Musei e sedi istituzionali, incluso MUFOCO, Museo di Fotografia Contemporanea, la Soprintendenza ai beni Culturali della Regione Emilia Romagna, Careof e Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a Torino.
Ha lavorato come assistente per Francesco Jodice e editor per giornali com Il Post e La Stampa.
Adesso insegna storia della fotografia alla scuola CFP Bauer, collabora a progetti di ricerca come Borderlands e la Terza Isola e lavora come photo-editor per il quotidiano La Repubblica.
Maysa Moroni

Maysa Moroni

Photo editor di INTERNAZIONALE

Dal 2008 è photo editor per il settimanale Internazionale dal 2008. È milanese, ma vive a Roma dal 2003. Prima di lavorare a Internazionale si è diplomata alla storica scuola di fotografia Riccardo Bauer di Milano, ha viaggiato per il mondo come assistente fotografa, è stata ricercatrice iconografica per l’Agenzia Fotografica Franca Speranza, assistente alla produzione per l’Agenzia Fotogiornalistica Contrasto, photoeditor per il Gruppo Editoriale L’Espresso e per Left Avvenimenti. Ha tenuto un corso di alta formazione in photoediting organizzato da Internazionale alla LUISS di Roma, è stata presidente della giuria del Premio G. Tabò legato a Fotoleggendo e tenuto diversi incontri sul mestiere di photoeditor e sulla costruzione della copertina di Internazionale.
Manila Camarini

Manila Camarini

Photo editor D di REPUBBLICA

Nata a Milano nel 1973. Ha iniziato a lavorare come agente fotografico collaborando con le maggiori testate italiane. Photo editor per Panorama Travel Mondadori e Traveller Condé Nast. Nel 2003 diventa giornalista professionista e photo editor a D La Repubblica e dal novembre 2014 responsabile fotografico a D Lui. Partecipa alla giuria di premi fotografici e tiene lezioni di photo editing.
Naima Mancini

Naima Mancini

Giornalista e photo editor SPORTWEEK

Naima Mancini è nata a Milano nel 1970, dove si è laureata in Lettere Moderne con una specializzazione in Storia dell'Arte, si occupa da sempre di fotogiornalismo. Giornalista e photo editor del magazine de La Gazzetta dello Sport SportWeek dal 2012, dove ha lavorato con Giovanna Calvenzi dal 2006 al 2011, e precedentemente del settimanale di news Panorama. Esperta di produzione e progettazione editoriale e fotografica. Membro di giurie di premi fotografici italiani ed internazionali, ha partecipato a numerose letture portfolii tra cui Savignano SI Fest, Photoshow Milano, Fotografica Canon, Fo.To e Milano Photo Week. Fa parte del Grin (Gruppo redattori iconografici nazionale), fondato dai photo editor italiani nel 2002, che organizza incontri, eventi, mostre e il Premio fotografico Amilcare G. Ponchielli. Vive e lavora a Milano

Massimiliano Ceravolo

Professional Imaging Group and B2C Marketing Director di Canon Italia SpA

Massimiliano Ceravolo entra nel mondo Canon all'inizio degli anni 90, occupandosi di product marketing e di comunicazione di prodotto nell'area foto video, fino a gestire il team Marketing e Comunicazione di Canon Italia. Nel 2001 è chiamato all’headquarter europeo ad Amsterdam in qualità di Marketing Communication Director per la business unit Consumer Imaging EMEA e nel 2004 rientra in Italia per guidare, come Country Director, la divisione Consumer Imaging fino a gennaio 2010.

Successivamente, in qualità di membro dell' Executive Management di Canon Italia, torna a guardare a tutto tondo l’ offerta del business Canon con il ruolo di Marketing Director delle aree B2B e B2C fino al 2013, quando gli viene affidata la guida della nuova divisione Professional Imaging Group di Canon Italia.
Dal Novembre 2014 affianca a questo ruolo anche la responsabilità della divisione Information & Imaging Solutions di Canon Italia, rivolta allo sviluppo in ambito B2B delle soluzioni e dei servizi di Information Management e di Imaging evoluto.
Dal 2016 assume la guida del Marketing Consumer, continuando a ricoprire il ruolo di Professional Imaging Director.

Nel corso della sua esperienza professionale nell’ambito fotografico, dal 2011 al 2015 ricopre la carica di Presidente dell’associazione di categoria AIFOTO, Associazione Italiana Photo e Digital Imaging.

Come partecipare

Puoi partecipare iscrivendoti a una delle due categorie del premio: fotografia o multimedia. Puoi scegliere liberamente tra le due categorie, ma tieni presente che l’una esclude l’altra.

Per la categoria fotografia, ogni progetto fotografico presentato deve includere:

  • Minimo 10 foto e massimo 15 foto. Ogni immagine deve avere i seguenti requisiti: file .JPEG, dimensione lato lungo 800 pixel, risoluzione 72 dpi, colori o b/n, non superare 2 MB. A ogni immagine presentata deve corrispondere un file ad alta risoluzione di almeno 10 MB che vi verrà richiesto qualora il vostro lavoro venga selezionato.
    Ogni file deve essere nominato come segue: nomi dei file dovranno rispettare la stringa COGNOME, INIZIALE DEL NOME, NUMERO DELL’IMMAGINE NELLA SEQUENZA.
    (ad esempio: Mario Rossi nominerà i suoi files ROSSI_M_001.jpeg, ROSSI_M_002.jpeg, eccetera)
  • Testo di presentazione in italiano  (massimo 1.000 caratteri spazi inclusi)
  • Biografia in italiano (breve biografia scritta, non CV)

Per la categoria multimedia, ogni progetto multimediale deve prevedere l’impiego di almeno due media (a scelta tra video, fotografie, testi, suoni, infografiche) presentato deve includere: 1 file in. mp4 del peso di 50 MB.

  • A questo file presentato deve corrispondere un file ad alta risoluzione (in formato non compresso) che vi verrà richiesto qualora il vostro lavoro venga selezionato.
    Il file deve essere nominato come segue: COGNOME e NOME (ad esempio: Mario Rossi nominerà i suoi files ROSSI_MARIO.mp4)
  • Testo di presentazione in italiano  (massimo 1.000 caratteri spazi inclusi)
  • Biografia in italiano (breve biografia scritta, non CV)

Per la menzione fotografia sportiva, ogni progetto fotografico presentato deve includere:

  • Minimo 10 foto e massimo 15 foto. Ogni immagine deve avere i seguenti requisiti: file .JPEG, dimensione lato lungo 800 pixel, risoluzione 72 dpi, colori o b/n, non superare 2 MB. A ogni immagine presentata deve corrispondere un file ad alta risoluzione di almeno 10 MB che vi verrà richiesto qualora il vostro lavoro venga selezionato.
    Ogni file deve essere nominato come segue: nomi dei files dovranno rispettare la stringa COGNOME, INIZIALE DEL NOME, NUMERO DELL’IMMAGINE NELLA SEQUENZA.
    (ad esempio: Mario Rossi nominerà i suoi file ROSSI_M_001.jpeg, ROSSI_M_002.jpeg, eccetera)
  • Testo di presentazione in italiano  (massimo 1.000 caratteri spazi inclusi)
  • Biografia in italiano (breve biografia scritta, non CV)

Sei pronto per la sfida?

Allora leggi il regolamento e procedi compilando il form di registrazione.

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